Un elenco di temi
22/10/2008 : "Ascesa alla classe più alta"
26/9/2008 : "Lo Scot Racing Team Honda e Yuki Takahashi in MotoGP"
13/3/2008 : "Un fan italiano intervista Yuki"
20/2/2008 : "Vi presento lo staff della mia squadra"
Ascesa alla classe piu alta
Testi tratti da una serie d'interviste a Yuki Takahashi
22/10/2008

Un mondo da sogno per qualsiasi pilota
Una gran voglia di correre nella MotoGP: questo il sogno di qualsiasi pilota di campionato. Un mondo da sogno, insomma.
Sicuramente anche Yuki Takahashi avrà fatto lo stesso sogno il primo giorno del suo debutto in griglia di partenza.
Cinque anni nel campionato giapponese e quattro anni nel motomondiale classe 250.
E finalmente il mondo da sogno diviene realtà:
«Ma sono proprio sicuri che vogliono me?» Così Takahashi con tono scherzoso ricorda, durante un'intervista, di aver pensato. Avrà pensato veramente così oppure sono soltanto parole di modestia? Tuttavia le ascoltavo con una strana sensazione.

Nel 2002, quando è ancora studente liceale, Takahashi nomina Valentino Rossi come il modello di pilota da emulare e dice che un giorno vorrà correre con lui. E aggiunge: «Il mio sogno-traguardo è la MotoGP. Nessun giapponese l'ha mai vinta.»
A quel tempo, per me che del mondo delle gare motociclistiche ancora non sapevo nulla, il significato di quelle parole mi sfuggiva completamente. Gradualmente però ho cominciato a capire che un sogno così doveva essere qualcosa di prossimo all'irreale, un'illusione, il volare troppo alto di un ragazzino sognatore. Sino all'autunno dello stesso anno, quando improvvisamente vidi Yuki ricevere sul podio il terzo premio alla sua prima partecipazione come wild-card nella MotoGP classe 250.

Non è che proprio tutti riescono ad avere occasioni così. Tuttavia anche chi le ha non ha futuro se non riesce a valorizzarle, ma anche se ci riuscisse senza un minimo di fortuna non potrebbe andare avanti. In questo mondo per giungere nella MotoGP occorre essere pressoché dei piloti-geni – un mondo per pochissimi dunque - e occorre comunque essere baciati dalla fortuna oltre che, naturalmente, avere grandi capacità. La vita agonistica di Yuki non è però sempre stata brillante. Spesso, infatti, la fortuna gli ha voltato le spalle facendolo cadere. Non che non fosse fortunato, in effetti: è veloce, ma ha sempre dovuto combattere con diversi incidenti e ferite.
Il team sempre con lui, anche dopo gli incidenti
Nemmeno le sessioni di riabilitazione fisica fermano Yuki, che continua a gareggiare senza pero mai mostrare il viso amaro. Ma ogni volta che supera un trauma post-caduta diventa sempre piu grande, una crescita che e ben visibile a tutti.
≪Yuki ha qualcosa di particolare che spinge sempre l'intero team ad aiutarlo≫, cosi dice Miyuki Iobe, produttore del MiU Racing Team ai tempi del campionato giapponese. Si, anch'io penso che "questo ragazzo" abbia una straordinaria capacita di motivare gli altri a incitarlo a correre sempre piu veloce per farlo salire sempre piu in alto: gare che a volte fan venire la pelle d'oca, molta attenzione per i tifosi e aperto apprezzamento degli sforzi degli sponsor, dei produttori e, naturalmente, del team. Non solo: lui ha qualcosa di piu particolare.

Ed eccolo nel 2006, nel secondo anno della sponsorizzazione Honda, a vincere la MotoGP nella classe 250 prima del collega di squadra Dovizioso. E sempre nello stesso anno una seconda vincita. Subito prima del Gran Premio della Repubblica Ceca, durante un'intervista Cirano Mularoni, manager del Team Scott, dice qualcosa di sorprendente, almeno per me: ≪Voglio che Yuki rimanga da noi anche nel 2007, e possibilmente nel 2008 passeremo insieme alla MotoGP.≫ Al sentire queste parole la ragazza che prende appunti nell'intervista sobbalzando di gioia ci afferra le mani. Non capendo l'italiano, solo al mio rientro in Giappone leggendo la traduzione dell'intervista capisco finalmente il perche di tale stato d'animo. E ancora Mularoni: ≪Yuki mi ha impressionato per quella sua grande professionalita e voglia di vincere. Io sono stato sempre convinto che avrebbe avuto successo e che avrebbe fatto un bel balzo di livello. E inoltre capace di lavorare bene con tutti i membri del team.≫

Cosi, il mese successivo, nel Gran Premio del Giappone Yuki annuncia la propria continuazione nel Team Scot e con spirito trionfante si appresta all'ultima gara della stagione. Qui subisce pero l'incidente piu grave della carriera: cinque fratture tra cui il femore. ≪Con questa caduta ho rischiato di perdere la squadra≫, ricorda Yuki. Uno shock enorme e molta ansia anche perche non riesce ancora a comunicare in italiano. Ma quattro giorni dopo l'incidente, ancor prima che esca dall'ospedale, ha inizio la riabilitazione organizzata dal team in Italia sotto le cure del Dottor Costa, un'altra figura famosa nel mondo del Gran Premio.
Per un mese e mezzo, ogni mattina i colleghi lo vanno a prendere perche non e in grado di spostarsi da solo. Yuki pensa: ≪Ma com'e possibile che facciano tutto questo per me non sapendo nemmeno se mai riusciro a tornare come prima?≫
2007, un tranquillo anno di riabilitazione
In qualche modo Yuki ce la fa a partecipare al test run di prestagione. La sensibilita della gamba destra e pero ancora insufficiente e il team cerca di riassicurare il pilota, ancora molto depresso, prospettandogli un anno tranquillo da dedicare alla completa riabilitazione fisica: ≪Non e necessario che vada troppo veloce; cerca piuttosto di guarire bene.≫
La gamba destra e importante perche e quella che gestisce il freno posteriore, ma non avendo ancora ripreso la necessaria sensibilita Yuki non riesce a capire quanto stia premendo il pedale. I meccanici installano allora sulla moto un indicatore per permettergli di controllare visivamente l'entita della pressione. Nonostante questo continua a cadere, soprattutto in certe situazioni in cui e necessario schivare le altre moto. E cade anche per i problemi meccanici alla moto. Su quattordici gare cade infatti cinque volte e, nonostante si veda il progredire della guarigione, sembra che ci sia ancora molto da fare.

All'ottavo giro del quindicesimo Gran Premio giapponese Yuki, che si sente a casa propria perche conosce bene la pista, si posiziona primo, la prima volta dopo il Gran Premio di Germania del 13 luglio 2006 quando arrivo primo. Benche finisca la gara quarto, tutti capiscono, a cominciare proprio dai colleghi del team, che e finalmente ritornato. Tutti felici, dunque, per il ritorno di Yuki alle condizioni di prima. Nell'ultima gara della stagione, esattamente a un anno dall'incidente, per la prima volta dopo ventitre gare si merita la prima fila. Un anno intero e trascorso, durante il quale la squadra gli ha dato completa fiducia.
Un podio che vale un campionato
Nel 2008, come Mularoni si era ripromesso, la squadra partecipa sia con Dovizioso che con Yuki come JiR Team Scot alla classe MotoGP. Se Yuki non avesse avuto quell’incidente nessuno saprebbe se tutte e due le moto sarebbero state promosse. Mularoni e pero una persona che fa quello che dice.
Il modello Aprilia 2008 spicca nettamente rispetto ai precedenti e Yuki non riesce ad ottenere il podio nemmeno superando il miglior tempo di Dovizioso dell’anno precedente. Ma ancora una volta il team non perde la speranza, anche se la moto ormai non subisce piu aggiornamenti. Nei tre giorni della gare i meccanici la portano tuttavia nell’assetto e nelle condizioni migliori per l’evento finale e proprio Yuki, piu di tutti, capisce appieno tutti questi sforzi.
Ma durante la seconda gara del Gran Premio di Spagna giunge il momento da tutti sperato. Nell’ultimo giro Yuki e infatti in seconda posizione e solo prima della bandiera a scacchi lo supera un altro pilota. Il podio e comunque suo, la prima volta dopo un anno e mezzo. L’intero team lo accoglie con gioia, quasi come se fosse arrivato primo, un mare di emozioni per i colleghi che passo dopo passo lo hanno seguito per porre finalmente fine alle tante sofferenze vissute.

Ma ecco che la quarta gara del Gran Premio di Cina e la quinta del Gran Premio di Francia gli portano sfortuna.
In Cina e in Francia nell’ultimo giro e rispettivamente terzo e secondo. Quando il podio sembra quindi a portata di mano alcuni problemi al motore sfumano qualsiasi possibilita.
Yuki, che ha sempre cercato di non manifestare apertamente i propri sentimenti, questa volta e evidente che e giu di morale. Ma ancora piu abbattuti di lui sono i colleghi del team. Yuki poi ricorda quasi con allegria: ≪Sono stato io a incoraggiare il team promettendo che nella gara successiva ci saremmo rifatti, e per via delle due delusioni precedenti il podio di Mizano si e rivelato particolarmente importante. A vederci erano inoltre giunti molti amici locali del team e quindi ero anch’io contento vedendo che innanzi tutto lo erano loro.≫
Yuki il romagnolo
In questi tre anni e mezzo l’italiano di Yuki fa grandi progressi. E ce ne rendiamo conto bene anche noi durante le interviste della tredicesima gara a San Marino (Mizano) - quando per la prima volta in questa stagione lo vediamo in prima fila – nelle quali risponde prima in inglese e poi in italiano.
«Ogni tanto m’imbatto in parole che non capisco, ma basta un’espressione un po’ interrogativa per convincere l’intervistatore a rifarmi la domanda con parole più facili. Così in qualche modo riesco ad arrangiarmi», dice Yuki. Mah, per me è ben più di un semplice arrangiarsi, perché al contrario mi sembra che se la cavi piuttosto bene.
«La base del team squadra è in Romagna e mi pare che qui la gente parli con un forte accento locale. Ma avendo imparato l’italiano in mezzo a loro credo che forse alla fine anch’io lo parlo un po’ così. Spesso mi danno del romagnolo; anche durante le interviste ai piloti mi presentano infatti come Yuki il romagnolo», così termina Yuki.
D’altra parte anche in Giappone vi sono stranieri famosi che parlano il dialetto locale, non è vero? Probabilmente quindi la sensazione è la stessa.

«Ultimamente gli italiani sembra abbiano dimenticato che sono giapponese.»
Dopo la quattordicesima gara a Indianapolis:
«Yuki, cosa fai, torni via Germania o via Francia?»
«Torno a casa col volo diretto, perché?»
«Ma che dici, non c’è un volo diretto sino a Bologna!»
«Ma che Bologna, casa mia è in Giappone…» (ridendo).
Liberarsi dalla fama di cade spesso
Manca ancora una gara in quest’ultima stagione ma sino ad ora si e ritirato solo una volta cadendo nella sesta gara del GP in Italia.
Inoltre, nel settimo Gran Premio di Catalogna va fuori pista dopo essere stato urtato da un altro pilota. Dall’ultima posizione riesce pero a salire alla dodicesima, mentre in tutte le rimanenti gare si piazza sempre entro la nona. Tra i primi piloti della classifica lui e pero il piu stabile in fatto di posizionamento e quindi, da questa stagione, nessuno puo piu dire che Yuki sia uno che cade spesso.

Yuki mi confessa di aver capito una cosa dal letto d’ospedale dopo quella operazione: ≪Non cadro piu cosi malamente. E difficile esprimerlo a parole, ma io conoscevo e conosco il mio limite e ora so che quando tento di superarlo finisco male. Sino ad ora l’istinto di volerlo superare ha prevalso sulla ragione. Forse volevo solo dimostrare di essere piu veloce anche per non deludere il team, ma alla fine l’ho deluso lo stesso frustrandone le aspettative. Percio d’ora in poi staro ben attento a non superarlo. Mi diranno forse che capire ora questa verita e un po’ tardi, ma finalmente penso che riusciro, usando di piu la ragione, a spingermi piu in la che posso rimanendo pero in zona di sicurezza.≫
Ascolto queste parole senza pero esserne completamente convinto. Nei successivi due anni Yuki manterra pero la promessa.
Un mostro di moto
≪Ho provato quasi tutti i tipi moto, ma mai quelle da MotoGP,≫ risponde Yuki a un’intervista propria a una domanda specifica su questi tipi di macchine. E ancora: ≪Mi sono rivolto anche a piloti piu esperti di me per sapere di piu su come sono fatte, ma devo dire che ancora non le ho ben inquadrate. Ho tuttavia l’impressione che si tratti di mostri. Beh, il prossimo aprile ci sara la seconda gara a Motegi ma io a questi mostri non sara ancora abituato. Non mi restera che buttarmi. Ma avro gran bisogno del tifo di tutti.≫

Yuki ha esperienza di moto di grossa cilindrata nelle gare di durata 8 ore di Suzuka e anche nel campionato giapponese della classe JSB, ove partecipa una sola volta. Durante la gara da 300 chilometri su strada a Suzuka nel 2006 vince brillantemente in coppia con Ryuichi Kiyonari. Tuttavia le moto da Gran Premio sono i prototipi della classe piu alta, macchine imprevedibili dotate delle ultimissime tecnologie elettroniche di controllo che solo i piloti che le hanno effettivamente cavalcate possono capire di cosa si tratti.
Se tutto andra bene il giorno dopo l’ultima gara della stagione vi sara un corsa di prova e a differenza della moto sino a quel giorno usata da Dovizioso Yuki passera alle gomme Bridgestone. Attendiamo tutti con grande interesse i risultati della corsa che saranno pero resi noti solo tra alcuni mesi.
Naoki Sugiyama
Voglio innanzi tutto ringraziare di vero cuore tutti coloro che sino ad ora mi hanno sostenuto e incoraggiato. E grazie a voi che sono giunto sin qui e faro tutto il possibile per rispondere alle vostre aspettative. Contero sempre su di voi.

Yuki Takahashi